PROLOGO
L´arte edificatoria: tra cielo e terra
"Tutto queste nozioni non le abbiamo trovate negli scritti degli Antichi, ma raccolte con diligenza e studio direttamente dai monumenti" (Alberti, De Re Aedificatoria, VI, XIII, 7)
Un´architettura di parole: il trattato senza immagini
Il De Re Aedificatoria è privo di illustrazioni: ma non perché Alberti non fosse interessato alla pratica del cantiere e al mestiere di architetto, come spesso ha sostenuto la storiografia fino ai nostri giorni. Anzi, proprio nel trattato Leon Battista dimostrò di conoscere alla perfezione le problematiche costruttive e professionali. In realtà temeva che le varie copie dell´opera stessa, affidate secondo l´uso del tempo alla riproduzione da parte di amanuensi, potessero fare circolare madornali errori soprattutto nella delicatissima parte grafica, inducendo così in equivoci disastrosi proprio quei lettori, per i quali Alberti stesso aveva compiuto tanta fatica teorica. L´unico sistema allora possibile per trasmettere progetti senza incorrere in errori di trascrizione era esporre tutte le fasi di concezione, composizione e costruzione delle diverse tipologie architettoniche attraverso uno strumento inequivocabile: descrizioni fatte di sole, esatte parole. Uno sforzo immenso, sostenuto dall´autore per garantire alle fabbriche future tutta la precisione possibile.
Pensieri dal Della Pittura
I concetti contenuti nel Della pittura portarono a sviluppi nella teoria e nella storia dell´arte del Rinascimento che oltrepassarono di molto il Quattrocento, come nel caso dei tratti albertiani ravvisabili in Michelangelo e Raffaello. Alcuni pensieri particolarmente fortunati trovano esemplificazione, sia pure non sempre e non del tutto fedele, in pittori e pitture specie a Firenze. E così il tema dell´immagine "fatta per caso" dalla Natura (II, 28) riaffiora nelle nuvole e nei muri sporchi osservati da Leonardo e Piero di Cosimo; così come nella spugna lanciata da Botticelli per fare un paesaggio. Le chiome attorcigliate, contorte, serpentine, ondeggianti al vento anticipano le teste femminili di Botticelli e di Leonardo, come pure i vortici d´aria e d´acqua di quest´ultimo. Anche l´origine letteraria di alcuni capolavori si fonda su suggerimenti albertiani: la Calunnia di Apelle tratta da Luciano passa in Botticelli, in Leonbruno, in altri. I miti tratti da Ovidio e da altre fonti antiche ispirano Bertoldo e Michelangelo. Con i loro studi anatomici, Leonardo e Michelangelo seguirono le raccomandazioni di Alberti: "come a vestire l´uomo prima si disegna ignudo, poi il circondiamo di panni, così dipignendo il nudo, prima pogniamo sue ossa e muscoli, quali poi così copriamo con sue carni che non sia difficile intendere ove sotto sia ciascuno muscolo" (II, 36).
