SEZIONE VI
Alberti e le scienze
"Nei suoi scritti tecnico-scientifici, Alberti sviluppa temi profondamente radicati nella cultura fiorentina, come la prospettiva lineare (De Pictura, Elementa picturae, De punctis et lineis apud pictores), la scultura 'all'antica' di Donatello e Ghiberti (De Statua), l'arte di misurare con la vista dei maestri d'abbaco (Ludi rerum mathematicarum), la cartografia tolemaica riscoperta a Firenze alla fine del secolo precedente (Descriptio urbis Romae), e la scienza meccanica che nel cantiere della cupola del Duomo fu oggetto di ammirazione per generazioni di artisti, tecnici e ingegneri (Ludi, De Re Aedificatoria). Un filo rosso unisce questi temi all'insegna della "misura" intesa sia come forma concettuale della nuova idea di bellezza fondata sul linguaggio delle proporzioni, sia come unità geometrica per il controllo della forma, della forza e dei pesi. La pittura prospettica, la scultura, il rilevamento topografico e il disegno cartografico, in particolare, sono legati dallo stesso principio di misurazione per coordinate applicato grazie all'uso di un medesimo strumento che, col nome di "velo", "finitorium" o "orizzonte", vediamo puntualmente affiorare nelle pagine del De Pictura, del De Statua, dei Ludi, della Descriptio e del De Re Aedificatoria. L'occhio, la mano e lo strumento sono gli elementi decisivi di questa costruzione misurata del mondo visibile.
