PROLOGO
L´arte edificatoria: tra cielo e terra
Nessuno più di Alberti ebbe, all´inizio del Quattrocento, la consapevolezza della rivoluzione etica ed estetica che poi sarebbe divenuta il Rinascimento. Leon Battista univa sensibilità artistica e preparazione letteraria in sommo grado, per cui gli fu possibile cogliere le aspirazioni estetiche della sua età e indicare le vie pratiche per tradurle nelle arti. Nacquero così i suoi trattati Della Pittura-De Pictura, De Statua e De Re Aedificatoria, che agirono su generazioni di artisti a partire dai grandi contemporanei di Alberti: Brunelleschi, Masaccio, Donatello, Ghiberti e Luca della Robbia, da lui stesso rammentati nel prologo del Della Pittura (1435). Altri amici artisti - pittori, scultori, orefici, intagliatori della pietra e del marmo, bronzisti, miniatori - accolsero e misero a frutto le sue idee. La mostra propone un viaggio nella ´mente armoniosa´ di Alberti attraverso le opere d´arte specialmente fiorentine che rivelano l´ispirazione ai suoi pensieri e anche ai tesori d´ornato che egli, come architetto, distribuì nelle sue fabbriche a Firenze. Le opere d´arte esposte, ma anche le didascalie, i supporti multimediali, i modelli e la stessa scansione orizzontale dei pannelli (verdi come il serpentino delle fabbriche albertiane) misurata dal Braccio da panno fiorentino (cm 58,36), sono parti di un percorso unitario, che intende mostrare quanto profondamente la presenza del pensiero albertiano abbia permeato l´immaginario estetico dell´età dell´Umanesimo, divenendone lievito operoso.
